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Le vostre domande

Ci sono alimenti consigliati durante il trattamento di radioterapia? E quali sono da evitare?

Durante la radioterapia si può mangiare tranquillamente ogni cosa. E’ vero però che questo tipo di trattamento, così come la chemioterapia, porta degli effetti collaterali (mucositi, nausea,vomito, ecc) che possono essere ridotti con una giusta alimentazione. La dieta mediterranea deve essere il nostro punto di partenza. Da evitare cibi grassi, bevande alcoliche, zuccherate e cibi pesanti che rallentano la digestione.

Ho sentito dire che il ginseng non è consigliato ai pazienti che fanno terapia target, è vero?

Il ginseng ha numerose proprietà (tonica, rinvigorente, ipoglicemizzante, stimolante, antistress, ecc) ed è considerato un ”adattogeno” in grado di adattarsi allo stress interno ed esterno rafforzando il sistema immunitario, nervoso ed endocrino. Alcuni effetti indesiderati potrebbe essere la nausea, la diarrea e l’ipertensione ecco perché è sempre bene non abusarne.

È corretto dire “fare integrazione” a chi assume gli integratori? oppure fare integrazione significa altro?

Integrazione vuol dire integrare nel momento in cui vi è una carenza, altrimenti, se non vi sono gravi carenze, la dieta varia ed equilibrata come la dieta mediterranea è in grado con alcuni accorgimenti (es. succo di limone nelle pietanze per favorire il ferro) di garantire il giusto apporto di nutrienti.

È consigliabile prima di incominciare la terapia assumere probiotici?

Il microbiota intestinale è strettamente connesso allo stato di benessere del nostro organismo e alla stimolazione del sistema immunitario. Diversi studi osservazionali in alcuni tipi di tumore tra cui il melanoma hanno evidenziato come i pazienti che hanno una maggiore variabilità batterica rispondono meglio al trattamento. Sono in atto sperimentazioni per capire se l’assunzione di determinati probiotici possa essere utile per pazienti che si sottopongono ad immunoterapia. Personalmente sono fiduciosa e favorevole.

È vero che la vitamina D potenzia l'immunoterapia?

La vitamina D oltre al ruolo più conosciuto nel metabolismo del calcio e del fosforo è un’ormone che regola la risposta immunitaria e antinfiammatoria. Inoltre alcuni studi evidenziano come buone concentrazione di vitamina D sono in grado di ridurre alcuni effetti collaterali dati dall’immunoterapia.

Qual è la differenza tra alimenti a catena corta ad a catena lunga?

Gli acidi grassi a catena corta, vengono prodotti dalla fermentazione delle fibre ad opera dei batteri del colon. Questi acidi oltre ad abbassare il pH del colon, svolgono un’attività di nutrimento per le cellule epiteliali intestinali.

Mentre gli acidi grassi a catena lunga a differenza di quelli a catena corta, che sono tutti saturi, si suddividono in saturi, monoinsaturi e polinsaturi.

È possibile che vi siano degli alimenti specifici per chi presenta una mutazione genetica?

No, ad oggi non ci sono studi scientifici che correlano un particolare tipo di alimentazione a chi presenta la mutazione del gene BRAF.

Una folta chioma di capelli, può proteggere il cuoio capelluto dai raggi solari?

Diverse acquisizioni confermano che i raggi solari determinano un precoce passaggio del bulbo a uno stato di morte e di conseguenza alla caduta del capello. Lo stesso meccanismo si verifica nel danno a livello cutaneo (processo di invecchiamento, aumento del rischio di tumori della pelle). Questo processo può avvenire indipendentemente dalla massa (volume) e dalla lunghezza dei capelli. Ovviamente per chi ha pochi capelli il rischio è più elevato.

Le lentiggini sono piccoli nei?

Sono lesioni melanocitiche comuni, dette anche “macchie della pelle” dovute a una maggiore concentrazione di melanociti.

Quando un melanoma non viene riconosciuto e viene asportato con il laser, cosa succede dopo?

Purtroppo tale metodica presenta il limite di non permettere l’esame istologico della lesione.
Per questo motivo raccomandiamo di effettuare l’asportazione chirurgica, proprio perché solo l’esame istologico permette di fare una diagnosi completa della lesione.
Se la lesione fosse di natura maligna e venisse  asportata  con il laser, proprio per la mancanza di istologico, non sapremo mai che caratteristiche avrebbe avuto.

Capita spesso che i nei si stacchino, è pericoloso?

Solitamente si tratta di cheratosi seborroica, cioè lesione benigna.
Spesso hanno distacchi sub totali.
E’ consigliabile per una diagnosi corretta, effettuare una visita dermatologica.

Ogni quanto deve essere fatta la mappatura dei nei?

Può variare dai 4 ai 12 mesi; viene fatta più frequentemente quindi ogni 4-6 mesi a soggetti che hanno avuto melanomi spessi, o melanomi multipli o hanno storia familiare di melanoma e hanno molti nei. I tempi sono più lunghi (ogni 12 mesi o anche più) per i soggetti a basso rischio (soggetti con pochi nei, pelle scura, nessuna storia personale o familiare)

Ci sono dei parametri per sapere se il melanoma è stato completamente escisso?

Certo! questo viene sempre specificato nel referto dell’esame istologico dove vengono anche riportati i millimetri di cute sana ai margini del melanoma

Ho molti nei e devo fare la visita di controllo dal mio dermatologo. Sono passati già sette mesi dall'ultima visita e il mio dermatologo attualmente a causa del lockdown. Posso ancora aspettare?

Sì, si può attendere. L’unica eccezione è se si è vista una lesione nuova insorgere e crescere improvvisamente oppure anche un neo che c’era già ed è cambiato molto.
Se questo non è successo, la visita può essere posticipata, data la situazione.

Io e il mio figliastro abbiamo avuto tutti e due il melanoma. Mio figlio naturale quante possibilità ha di sviluppare il melanoma considerando me e il fratellastro? E ogni quanto dovrebbe fare le visite dermatologiche?

Non è possibile ad oggi stabilire la percentuale di possibilità che il figlio di una persona affetta da melanoma ha di sviluppare anche lui/lei il melanoma. Di certo però i dermatologi consigliano sempre che i figli di una persona che ha avuto il melanoma facciano una visita per stabilire quanti nei hanno e di che tipo e quindi stabilire poi le cadenze delle visite.

Ho un piccolo neo blu sul dorso della mano. E' il caso di farlo vedere dal dermatologo, anche se non è mai cambiato?

Se la diagnosi di nevo blu è stata fatta da uno specialista non c’è motivo di allarmarsi. Si può indifferentemente tenerlo od asportarlo, ma se non ci sono motivi particolari o modifiche del nevo, la scelta è personale.

In gravidanza può aumentare il rischio di recidiva?

La gravidanza non influenza il decorso della malattia. Può però complicare la gestione dei follow up perchè può impedire di fare alcuni accertamenti (tc o altri esami strumentali).

Quanto tempo deve passare da quando viene individuata una lesione sospetta all'asportazione?

Nel momento in cui si sospetta una lesione neoplastica l’intervento deve essere programmato nel minor tempo possibile, anche se 2-3 settimane di ritardo non influenzano, in linea di massima, l’aggressività della lesione.

Ho sentito parlare di un test genetico per la ricerca della mutazione del gene CDKN2A. E' il gene che più frequentemente risulta mutato nella forma familiare del melanoma. E' necessario farlo? E dove si può fare?

CDKN2A , CDK4 , BAP1 , MITF , POT1 Sono tutti geni mutati descritti in alcuni soggetti con melanoma familiare o multiplo. Chi può effettuare il test dunque sono quelle persone che hanno una storia personale di più di un melanoma (melanoma multiplo)  o quei soggetti che hanno avuto il melanoma ed hanno in famiglia altri casi di melanoma (melanoma familiare).

Cosa sono i melanofagi?

I melanofagi sono cellule che hanno fagocitato la melanina. Nulla di patologico.